Una scuola più povera impoverisce il Paese - Comunicato Stampa
Mi è stato richiesto di pubblicare in evidenza il comunicato che spiega le ragioni della sospensione di tutte le uscite, i viaggi, i teatri, le attività che esulano dal normale orario scolastico e che, a causa dei tagli, non possono più essere coperte dalle ore di disposizione/supplenza. Da far girare nei collegi docenti?
Con queste righe gli insegnanti della scuola media XYZ di QWERT vogliono, semplicemente, comunicare una situazione.
Abbiamo sempre offerto ai nostri (e vostri) ragazzi un tempo scuola vario, differenziato a seconda delle esigenze e delle richieste: tempo normale, laboratori, orientamento musicale, seconda lingua diversificata.
Quest’anno, con un comunicato del 13 settembre, il ministero ci informa che sarà meglio eliminare “insegnamenti facoltativi e opzionali [ cioè i laboratori] che avevano allungato l’orario senza però garantire alle famiglie il rispetto delle scelte”. Inoltre, sempre il 13 settembre, informa che “anche il tempo prolungato sarà ricondotto ad orario normale di 30 ore, dopo anni di sprechi di risorse e in mancanza di una reale richiesta delle famiglie di questo modello orario”.
Cosa diremo ai (tot) alunni che hanno scelto anche quest’anno i laboratori? Cosa diremo ai (tot) che hanno scelto il tempo prolungato?
Diremo che, a furia di ottimizzazioni, di tagli agli “sprechi”, di attenzione alla spesa, la nostra scuola si trova ridimensionata nei programmi, impoverita nell’offerta e bloccata nella sua volontà di cambiare insieme ai ragazzi, alle famiglie, alla società.
In questa pesante emergenza la nostra comunità scolastica ha provato a confrontarsi, a discutere, ad affrontare la situazione ormai pesante, che, lo confessiamo, non riusciamo più ad arginare con la sola buona volontà, il volontariato e le ore in più offerte gratis et amore dei.
Nella riunione del Collegio Docenti del giorno … si è discusso e sono emerse posizioni variegate, ma, alla fine, siamo arrivati a una conclusione: non riusciamo più ad assicurare la presenza degli insegnanti in aula se qualche collega decide di portare le proprie classi in uscite didattiche o viaggi di istruzione; non abbiamo più ore a disposizione per sostituire i colleghi impegnati in progetti, attività aggiuntive (come i concerti, ad esempio); non riusciamo più a far intervenire esperti, persone esterne alla scuola che un tempo portavano la loro esperienza ad arricchire quella dei nostri ragazzi; non riusciamo più nemmeno a fare le fotocopie di un articolo di giornale su (poniamo) i cambiamenti climatici o sul crollo del muro di Berlino o sull’ultimissima scoperta scientifica.
Riusciamo ancora, per ora, a fare lezione.
Dall’anno prossimo, pare, solo per 30 ore settimanali: niente più laboratori, niente più tempo prolungato. Tutto ciò viene considerato uno spreco.
Così, quest’anno, abbiamo provato a farci sentire con una decisione presa a maggioranza dal Collegio Docenti: fermare le uscite, le visite guidate, i viaggi di istruzione.
Non solo perché non si riesce più a supplire i colleghi impegnati fuori di scuola, ma anche per segnalare che, in un Paese con la spesa pubblica tra le più alte d’Europa, e con la spesa per l’Istruzione tra le più basse (dati OCSE di settembre 2009), si decide di tagliare proprio nella scuola, cioè nel nostro futuro.
Provate a pensarci: una scuola più povera impoverisce il Paese. In tutti i sensi.